Regole vincolanti

Carta editoriale

La Carta definisce ciò che antrani può raccogliere, verificare e pubblicare. In caso di conflitto con una scelta editoriale, prevale sempre questa pagina.

CHARTER — Carta deontologica operativa di antrani

Questo documento è vincolante per ogni file del repository. In caso di conflitto tra una scelta editoriale e questa carta, vince la carta.

updated: 2026-07-23


1. Mission e scope

antrani esiste per rendere leggibile l’attività amministrativa del Comune di Trani ai cittadini, partendo esclusivamente da dati pubblici e tracciabili.

  • Mission: trasformare atti, appalti e bilanci in schede navigabili, ciascuna ancorata alla sua fonte ufficiale.
  • Scope primario: Comune di Trani (CF 83000350724, P.IVA 00847390721).
  • Scope esteso: Provincia BAT e altri enti, solo quando l’atto coinvolge direttamente Trani.
  • Fuori scope: vita privata di chiunque, contenuti non riconducibili a un atto o a un dato pubblico, valutazioni politiche, endorsement.

Gli obiettivi di sviluppo che estendono questa mission (dall’atto all’esito, leggibilità per il cittadino, monitoraggio proattivo, archivio durevole) vivono in OBIETTIVI: sono programmatici, non vincolanti, e cedono sempre a questa carta.

2. Base giuridica del trattamento

Il trattamento di dati personali presenti negli atti pubblici si fonda su:

  • Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), art. 85 — trattamento a fini di espressione giornalistica, accademica, artistica o letteraria; gli Stati membri conciliano protezione dei dati e libertà di informazione.
  • D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy), art. 137 e relativo allegato A.1 (“Regole deontologiche relative al trattamento di dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica”) — applicabili all’attività di documentazione di rilievo pubblico.
  • D.Lgs. 33/2013 (“decreto trasparenza”) e L. 241/1990 — fondano la natura pubblica e l’accessibilità degli atti amministrativi trattati.

Finalità dichiarata: giornalistico-civica e di trasparenza amministrativa. Non si trattano dati per finalità commerciali, di profilazione o di marketing.

3. Regola d’oro: mostrare i dati, non accusare di reati

Si mostrano i dati. Non si emettono verdetti.

  • È vietato l’uso di termini con connotazione penale o diffamatoria — “ruba”, “tangente”, “corrotto”, “mazzetta”, “truffa”, “ladro”, “complice” — riferiti a persone o enti in assenza di sentenza penale passata in giudicato.
  • Formulazione corretta: “i dati ANAC mostrano che la società X si è aggiudicata N affidamenti diretti consecutivi dalla stazione appaltante Y tra il 2024 e il 2025”.
  • Formulazione vietata: “X ruba gli appalti grazie a Y”.
  • Anche il sospetto va espresso come domanda aperta corredata di dati, mai come affermazione: “resta da chiarire perché…”, non “è evidente che…”.
  • Una sentenza passata in giudicato si cita come fatto, con gli estremi (autorità, numero, data) e il link: in quel caso il reato è un dato, non un’opinione.

4. Standard di verifica

Prima che un file passi da bozza a verificato:

  1. Doppia fonte per ogni claim sensibile (importi, aggiudicazioni, legami, cariche). Almeno una deve essere una fonte primaria ufficiale.
  2. Link diretto al documento originale (delibera, determina, dataset), non a un articolo di terzi che lo riassume.
  3. Conservazione dell’originale: il PDF/CSV scaricato va salvato in dati/origine/ con il nome che ne consenta il ritrovamento. Resta locale (gitignored) ma deve esistere e essere ritrovabile.
  4. Data di accesso registrata nel campo sources[].accessed: le URL della PA cambiano, lo snapshot datato protegge dal link rot.
  5. In caso di fonte irraggiungibile in seguito, si indica nel file e si tenta un recupero da web archive, citandolo.

5. Diritto di rettifica

Chiunque ritenga un dato inesatto può chiedere correzione.

  • Canale: per chiedere una rettifica, un aggiornamento o la pubblicazione di una replica, scrivere a hello@antrani.com, indicando la pagina interessata, il dato contestato e l’eventuale documentazione.
  • Procedura: la richiesta viene valutata senza ritardo; se il dato è errato si corregge e si annota la rettifica nel file (campo note + updated); se il dato è corretto e documentato, si risponde indicando la fonte.
  • La replica pertinente della persona o dell’ente interessato, se fornita, viene pubblicata accanto al dato quando il file è pubblicabile (diritto di replica).

6. Diritto all’oblio

  • Un contenuto può essere archiviato (status: archiviato) quando l’interesse pubblico a mantenerlo accessibile è venuto meno (es. procedimento chiuso da tempo, persona non più titolare di funzioni pubbliche e dato non più rilevante).
  • L’archiviazione mantiene il file per integrità storica ma lo esclude da INDICE e dai contenuti pubblico/.
  • La rimozione completa è riservata ai casi di dato errato, illecito o privo di base giuridica. Va motivata in commit message.
  • L’interesse pubblico prevale finché la persona ricopre o ha ricoperto di recente una funzione pubblica e il dato attiene a quella funzione.

7. Trattamento dei dati personali

Cosa pubblichiamo (dato di rilievo pubblico, legato alla funzione):

  • Cariche e incarichi pubblici, mandato, deleghe.
  • Atti firmati e voti espressi in organi collegiali.
  • Importi di appalti, affidamenti e contributi sopra le soglie di pubblicazione obbligatoria (D.Lgs. 33/2013).
  • Ragioni sociali, P.IVA, aggiudicazioni di imprese che contrattano con la PA.

Cosa NON pubblichiamo:

  • CV completi, dati di contatto privati, informazioni sulla vita personale.
  • Redditi e dichiarazioni patrimoniali sotto l’obbligo di pubblicazione.
  • Beneficiari di sussidi e contributi sotto i 1.000 euro (di norma persone fisiche in condizione di bisogno — vedi art. 26 c.4 D.Lgs. 33/2013).
  • Dati di categorie particolari (salute, orientamento, convinzioni) — mai.
  • Identità di fonti riservate: vivono solo in privato/ (gitignored).

In dubbio: non si pubblica e si lascia status: bozza.

8. Conflitto di interesse

Chi redige un’analisi o una scheda deve dichiarare esplicitamente eventuali legami col territorio o con le entità trattate (parentele, rapporti professionali, incarichi politici, interessi economici).

  • La dichiarazione va nel campo note del file o in una sezione “Conflitto di interesse” dell’analisi.
  • In assenza di conflitti, è buona prassi indicarlo comunque (“Nessun conflitto di interesse noto dichiarato dall’autore”).

9. Identità editoriale e anonimato

L’anonimato dell’autore è ammesso ma non è una tutela: in Italia non scherma dalla responsabilità (la diffamazione, art. 595 c.p., è reato a prescindere dalla firma) e, davanti a un giudice come ai lettori, un contenuto firmato in modo opaco appare più facilmente in mala fede. La difesa primaria di antrani resta quella del §3 (mostrare i dati, non accusare) e del §4 (doppia fonte): vale a prescindere da chi firma. L’anonimato non aggiunge protezione legale e non sostituisce mai il rigore editoriale.

  • Pseudonimo, non anonimato totale. I contenuti pubblici possono essere firmati con un’identità redazionale stabile (es. “redazione antrani”); l’identità reale dell’autore, se va tenuta riservata, vive solo in privato/ (gitignored) e non raggiunge mai git né i file pubblicati.
  • Recapito di contatto sempre raggiungibile. Anche sotto pseudonimo deve esistere un canale (es. una mail dedicata) per rettifica (§5) e diritto di replica (vedi come offrire diritto di replica). Senza recapito funzionante salta una delle tutele principali del progetto.
  • Niente veste di testata registrata. antrani è una pubblicazione non periodica: non si presenta come testata giornalistica registrata, il che eviterebbe l’obbligo di direttore responsabile (incompatibile con lo pseudonimo). Non usare diciture (“testata”, “giornale”, “direttore responsabile”) che ingenererebbero quell’obbligo.
  • Igiene tecnica quando si vuole schermare l’identità: rimuovere i metadati personali da PDF e immagini prima della pubblicazione, intestare dominio/hosting con privacy WHOIS, tenere le sessioni di pubblicazione separate dall’uso personale. Sono accorgimenti, non garanzie: “anonimo” non significa “non identificabile”.
  • Trasparenza del metodo. Anche senza nome dell’autore, ogni contenuto pubblico espone metodo, fonti linkate (§4) e — se riguarda persone identificabili — i limiti del §7. La trasparenza editoriale è parte della difesa, non un’alternativa all’anonimato.

Checklist rapida prima di pubblicare

  • Ogni fatto ha source con URL + accessed.
  • Doppia fonte sui claim sensibili.
  • PDF/CSV originale salvato in dati/origine/.
  • Nessun termine con connotazione penale senza sentenza definitiva.
  • Dati personali entro i limiti del §7.
  • Conflitto di interesse dichiarato (o assenza dichiarata).
  • Diritto di replica offerto se il contenuto riguarda una persona identificabile.
  • Identità editoriale conforme al §9: pseudonimo coerente, recapito di contatto attivo, metadati personali rimossi dai file pubblicati.

Vedi anche la procedura operativa come pubblicare finding.