Analisi
Il censimento c'è, i soldi no: il verde di Trani vive di proroghe
Il censimento del verde è stato consegnato, ma la nuova gara resta ferma: mancano fondi in bilancio. Due proroghe da 1,2 milioni mantengono intanto il servizio.
- Pubblicata il 23 luglio 2026
- 8 fonti in archivio
- Originali conservati
- Rettifiche e repliche: hello@antrani.com
Cronologia documentale
Un contratto scaduto, due proroghe
2022—2026
- € 1,22 milioniin due proroghe
- Censimento consegnatocontenuto non pubblicato
- Gara senza coperturafondi non disponibili
- Gara aggiudicata5 offerte · € 2.992.664,40 · ribasso 13,17% · triennio 2022-2024.
- Servizio avviato in via d’urgenzaIl contratto formale arriva sei mesi dopo (Rep. 4385, 30 giu 2023).
- Censimento del verde affidato€ 37.160 · «propedeutico» alla nuova gara · consegna prevista entro il 2025.
- Prima proroga tecnicaFino al 30 giu 2026 · € 686.429,82 · motivo: censimento non disponibile.
- Censimento consegnatoProt. 23188 — ma lo si apprende solo da un atto del 30 giugno. Contenuto mai pubblicato.
- Niente fondi per la nuova garaLa variazione di bilancio sul capitolo del verde non trova copertura in Consiglio.
- Seconda proroga tecnicaFino al 31 ott 2026 · € 536.572,72 · stesso raggruppamento, nessuna gara avviata.
- «Nessuna garanzia di prosecuzione»Oltre questa data l’ufficio, senza nuovi fondi, non garantisce il servizio (nota del 15 mag).
Due proroghe tecniche = € 1.223.002,54 per dieci mesi e mezzo di servizio senza nuova gara.
Il censimento c’è, i soldi no: il verde di Trani vive di proroghe
Il contratto che taglia l’erba, pota gli alberi e tiene in sicurezza parchi e viali di Trani è scaduto a dicembre 2025. Da allora il servizio va avanti con due proroghe tecniche da 1,2 milioni di euro complessivi, mentre la nuova gara — che per un anno gli atti hanno dichiarato di non poter bandire senza un censimento del verde — resta ferma. Il censimento, nel frattempo, è arrivato: lo dice un atto di fine giugno, che rivela anche il vero ostacolo. Non è più la conoscenza del patrimonio arboreo: sono i soldi. Cosa raccontano le carte del Comune.
Cosa sappiamo: il mega-appalto del verde (2,99 milioni, triennio 2022-2024) è scaduto il 18 dicembre 2025 e da allora è stato prorogato due volte, fino al 31 ottobre 2026, per 1.223.002 euro complessivi; il censimento del verde da 37.160 euro, dichiarato indispensabile per la nuova gara, è stato consegnato il 24 marzo 2026 — ma lo si apprende solo da una determina del 29 giugno; la stessa determina dichiara che la nuova gara non può partire perché la richiesta di fondi sul capitolo del verde «non ha trovato copertura finanziaria»; l’ufficio ha messo per iscritto che oltre il 31 ottobre «non fornirà alcuna garanzia di prosecuzione del servizio». Cosa non sappiamo: cosa dice il censimento (quanti alberi, quanti critici, dove) — non è stato pubblicato; quanto costerà il nuovo «servizio integrato», che l’atto anticipa più caro dell’attuale; con quale atto, e con quali fondi, il servizio proseguirà dopo il 31 ottobre. Il numero principale: 1.223.002,54 euro, il costo delle due proroghe tecniche in dieci mesi e mezzo senza gara. Il prossimo documento da aspettare: la variazione di bilancio che dia copertura al capitolo 407 — senza quella, per dichiarazione dello stesso ufficio, la gara non parte.
Un appalto da tre milioni e una scadenza
Il verde pubblico di Trani ha un contratto strutturale: la gara aperta del 2022 per il «servizio di manutenzione del verde pubblico cittadino, pulizia dei viali del Civico Cimitero e pulizia dei viali della Villa Comunale», triennio 2022/2024. Base d’asta 3.444.758,73 euro, cinque offerte, aggiudicazione il 6 dicembre 2022 al raggruppamento De Grecis Cos.E.Ma. Verde (Bitonto) + Samsic Italia, con un ribasso del 13,17%: 2.992.664,40 euro. Il servizio parte in via d’urgenza il 19 dicembre 2022; il contratto formale (Rep. n. 4385) viene firmato sei mesi dopo, il 30 giugno 2023 — uno schema, quello dell’esecuzione che precede la firma, che a Trani ricorre anche in altri cantieri, dalla scuola Collodi in giù.
Il triennio scade il 18 dicembre 2025.
La prima proroga e il suo circolo logico
Sette giorni prima della scadenza, l’11 dicembre 2025, la determina n. 1736 dispone una proroga tecnica fino al 30 giugno 2026, per 686.429,82 euro, allo stesso raggruppamento, senza nuovo CIG. La motivazione è messa nero su bianco: i dati del censimento del verde pubblico «rappresentano elementi fondamentali alla definizione analitica di una nuova procedura di gara, e alla data odierna non sono ancora nella disponibilità di quest’ufficio».
Quel censimento il Comune lo aveva affidato sei mesi prima, l’11 giugno 2025, con la determina n. 769: incarico diretto da 37.160 euro a un agronomo di Novoli, «propedeutico al prossimo servizio di gestione e manutenzione del verde pubblico», con consegna prevista «entro il termine dell’anno solare in corso» — cioè entro il 31 dicembre 2025. Affidare a giugno un censimento dichiarato indispensabile per una gara da bandire entro dicembre significava, nei tempi, aver già scritto la proroga: è il circolo logico che dà il titolo alla ricostruzione documentale di questo dossier.
Il censimento arriva a marzo. Ma lo si scopre a giugno
Per sei mesi, negli atti pubblicati, del censimento non c’è traccia: né un verbale di consegna, né una presa d’atto, né i dati. L’8 aprile 2026, in Consiglio comunale, il vicesindaco Ferrante parla di un «censimento propedeutico all’emanazione del bando di gara» e di una «nuova gara» in preparazione — dichiarazioni che all’epoca non trovavano riscontro in alcun atto visibile.
Il riscontro arriva il 30 giugno, dentro la determina n. 958: «con nota acquisita al prot. com. n. 23188 del 24 marzo 2026, il professionista incaricato ha trasmesso telematicamente l’insieme degli elaborati commissionati inerenti al Censimento del verde pubblico della Città di Trani, propedeutici all’avvio di una nuova procedura di gara».
Il censimento, dunque, esiste ed è stato consegnato — due settimane prima della seduta in cui Ferrante lo citava. Ma tra la consegna e il primo atto pubblico che ne dà notizia passano più di tre mesi. E il suo contenuto — quanti alberi sono stati mappati, quanti sono critici, dove — a oggi non è stato pubblicato. Per un documento pagato con denaro pubblico e posto a base della prossima gara, la pubblicazione non è un dettaglio: è la differenza tra abbattere «al minimo dubbio» e potare dove serve, con dati verificabili da chiunque.
Il vero ostacolo: i soldi che non ci sono
La stessa determina n. 958 rivela perché, censimento alla mano, la gara non è partita. Il 13 febbraio 2026 — prima ancora che il censimento fosse consegnato — l’ufficio aveva chiesto una variazione al bilancio per «rimpinguare» il capitolo di spesa n. 407, quello del «Contratto di servizio per gestione verde pubblico», «a fronte della previsione di spesa incrementata per il servizio integrato in appalto». Tradotto: il nuovo servizio, disegnato sui dati del censimento, costerà più dell’attuale.
Quella richiesta «non ha trovato copertura finanziaria»: non è entrata nelle variazioni di bilancio approvate dal Consiglio il 31 marzo 2026, né nei provvedimenti successivi. E la determina lo dichiara senza giri di parole: «non è possibile procedere all’avvio di una nuova procedura di gara in assenza di adeguata copertura finanziaria».
Il 15 maggio l’ufficio rilancia con una nota formale: chiede di nuovo i fondi — stavolta con una programmazione pluriennale che arriva alle annualità 2029 e 2030 — e contestualmente una seconda proroga tecnica di quattro mesi, «non potendo coprire le spese per ulteriori periodi». Con un’avvertenza che negli atti comunali si legge di rado: «decorso il termine ultimo del 31/10/2026 senza che siano state previste le poste di bilancio necessarie, quest’Ufficio non fornirà alcuna garanzia di prosecuzione del servizio», con «ripercussioni per il personale impiegato da clausola sociale e per gli effetti di mancata erogazione sulla cittadinanza», «declinando sin da ora qualsivoglia responsabilità in ordine alla gestione del verde e dei servizi igienici pubblici».
La seconda proroga: mezzo milione per quattro mesi
Così, il 29 giugno 2026 — il giorno prima della scadenza — la determina n. 958 proroga il contratto una seconda volta: dal 1° luglio al 31 ottobre 2026, per 536.572,72 euro IVA compresa, sempre allo stesso raggruppamento (che aveva accettato per iscritto a maggio e giugno), sempre ex art. 106, comma 11, del vecchio codice dei contratti, sempre senza nuovo CIG. Pochi giorni dopo, il 3 luglio, anche l’ordinanza di potatura viene prorogata allo stesso operatore.
L’art. 106, comma 11, consente la proroga «limitata al tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure necessarie per l’individuazione di un nuovo contraente». Le due proroghe sommano 1.223.002,54 euro per dieci mesi e mezzo di servizio — mentre la procedura per il nuovo contraente, per dichiarazione dello stesso ufficio, non è avviabile finché il Consiglio non stanzia le somme. La scadenza di ottobre cade sul tavolo di un’amministrazione insediata da poche settimane: il sindaco Galiano ha confermato i dirigenti — incluso il responsabile dell’Area lavori pubblici — solo fino al 31 agosto, e la delega al verde è stata riassegnata a luglio.
Il 2026 degli alberi
Questa contabilità amministrativa non si muove nel vuoto. A inizio gennaio 2026 è caduta la palma di piazza della Libertà, in area pedonale; secondo la stampa locale, un censimento interno del 2020 la segnalava come «altamente pericolosa» e contava 852 alberi con criticità in città — un documento mai pubblicato, di cui non è nota la sorte operativa. Da gennaio la cronologia è fitta: alberi caduti alla Pinetina di via Andria, nel cortile della scuola Collodi, in via Istria; la Villa Comunale chiusa più volte per allerta meteo; tagli d’urgenza a piazza Dante e al parco giochi della Villa. Il 13 aprile, nella stessa burrasca, a Bisceglie un albero ha ucciso una bambina di 12 anni.
A giugno la pineta dei Cappuccini, annunciata in primavera come un intervento su «dodici pini», è arrivata a un «intervento generale di abbattimento» certificato dall’ordinanza sindacale di riapertura; a luglio il gruppo consiliare di opposizione ha presentato un’interpellanza urgente con richiesta di accesso agli atti sulle perizie. Legambiente, dal canto suo, ha chiesto due volte — a gennaio e a giugno — che i dati vengano prima dei tagli: «il dubbio si scioglie con dati, non con una scorciatoia». Il paradosso documentale è che quei dati, almeno in parte, dal 24 marzo esistono in un protocollo comunale: il censimento consegnato e non pubblicato. (Questa sezione poggia su stampa locale e ordinanze: è contesto, non ricostruzione da atti di gara.)
Va detto anche cosa il Comune ha fatto sul piano delle regole: il 25 luglio 2025 il Consiglio ha approvato all’unanimità il Regolamento del verde pubblico urbano. La cornice normativa c’è; è la macchina operativa — gara, censimento pubblico, bilancio — che gira a vuoto.
Quel che resta da capire
Le domande che gli atti lasciano aperte sono precise. Quando e come il censimento verrà pubblicato, ora che la sua consegna è documentata: un documento pagato 37.160 euro e posto a base di una gara è un atto a forte interesse pubblico. Quanto costerà il «servizio integrato» che l’ufficio prevede più caro dell’attuale, e quando il Consiglio troverà la copertura che a marzo non ha trovato. Cosa succederà il 1° novembre 2026, la data oltre la quale l’ufficio ha dichiarato di non garantire il servizio: una terza proroga avrebbe fondamenta giuridiche sempre più fragili, un’interruzione avrebbe costi concreti per la città, una gara aggiudicata entro ottobre richiederebbe tempi che, a oggi, non hanno nemmeno un atto di avvio. E resta la domanda più vecchia di tutte: che fine hanno fatto gli 852 alberi critici del censimento del 2020?
Le risposte, quando arriveranno, staranno dove sono sempre state: negli atti.
Cosa non dice questo dossier
- Non muove addebiti a nessuno. Descrive atti pubblici e dati ANAC; le domande aperte sono domande, non conclusioni. La proroga tecnica, l’affidamento diretto del censimento e la richiesta di variazione di bilancio sono strumenti di per sé legittimi.
- Non afferma che il censimento sia inadeguato o inutilizzato: afferma che il suo contenuto non è stato pubblicato e che la gara cui era dichiarato propedeutico non risulta avviata, per ragioni che l’atto stesso qualifica come finanziarie.
- Non valuta la prestazione del professionista incaricato del censimento: dell’incarico riporta solo i dati di funzione pubblica presenti negli atti (affidamento, importo, termine previsto, data di trasmissione documentata). Eventuali proroghe o integrazioni concordate non risultano dagli atti pubblicati e non se ne inferisce nulla.
- Non confronta i canoni mensili delle proroghe con quelli del contratto originario: senza la struttura dei prezzi contrattuali (stagionalità e articolazione delle prestazioni), un raffronto al mese sarebbe fuorviante.
- Non quantifica la spesa per i singoli abbattimenti 2026: dagli atti risultano assorbiti nel canone delle proroghe, senza verbali di esecuzione che ne dettaglino le voci.
Diritto di rettifica e di replica
Le persone e gli enti citati per la loro funzione pubblica — il Comune di Trani, i dirigenti e gli amministratori nominati, il raggruppamento affidatario e il professionista incaricato del censimento — possono chiedere rettifica di qualunque dato ritenuto inesatto o far pubblicare la propria replica accanto all’analisi scrivendo a hello@antrani.com. Le repliche documentate vengono recepite e pubblicate, come previsto da CHARTER §5. Conflitto di interesse: nessuno noto dichiarato dall’autore.
Fonti essenziali
Gli atti citati sono consultabili sul portale Amministrazione Trasparente del Comune di Trani; i PDF originali sono conservati nell’archivio del progetto e disponibili su richiesta.
- Det. 1883 del 06/12/2022 — aggiudicazione del servizio verde triennio 2022/2024 al RTI De Grecis Cos.E.Ma. Verde + Samsic Italia, € 2.992.664,40, ribasso 13,17% (CIG
9306063620) — atto sul portale · consultato l’01/06/2026 · originale conservato. - Det. 769 dell’11/06/2025 — affidamento diretto del «Censimento del verde pubblico» (CIG
B6D60BF3FE), € 37.160, consegna prevista entro l’anno solare 2025 — atto sul portale · consultato il 30/05/2026 · originale conservato. - Det. 1736 dell’11/12/2025 — prima proroga tecnica fino al 30/06/2026, € 686.429,82 IVA inclusa, con la motivazione del censimento «non ancora nella disponibilità di quest’ufficio» — atto sul portale · consultato il 30/05/2026 · originale conservato.
- Det. 958 del 29/06/2026 — seconda proroga tecnica dal 01/07 al 31/10/2026, € 536.572,72 IVA inclusa; dà atto della consegna del censimento (prot. 23188 del 24/03/2026), della mancata copertura finanziaria della nuova gara e dell’avvertenza sull’assenza di garanzie oltre il 31/10 — atto sul portale · consultato il 22/07/2026 · originale conservato.
- Dataset ANAC — procedure e importi (cig-2022, cig-2025) · consultati il 28/05/2026 · dump originali conservati.
- Sedute del Consiglio comunale (registrazioni ConsigliCloud; per le dichiarazioni d’aula fa fede il verbale ufficiale): 25/07/2025 (Regolamento del verde), 08/04/2026 (censimento e nuova gara citati in aula) · consultate il 15/06/2026.
Fonti: determine e delibere del portale Amministrazione Trasparente del Comune di Trani (atti citati nel testo, PDF archiviati; corpus determine verificato fino al 20/07/2026, ultima det. n. 1083 — dopo la n. 958 nessun atto di gara, presa d’atto o pubblicazione del censimento), dataset ANAC (CIG 9306063620, B6D60BF3FE), ordinanze sindacali nn. 9 e 14/2026, registrazioni delle sedute del Consiglio comunale (piattaforma ConsigliCloud; per le dichiarazioni d’aula fa fede il verbale ufficiale), stampa locale per il contesto (cronologia cadute e abbattimenti 2026, censimento 2020, prese di posizione di Legambiente e Ordine degli Architetti). Ricostruzione documentale completa in 2026 05 verde proroga circolo logico (verificata, PDF primari alla fonte), 2026 06 accordi quadro manutenzione strade verde (verificata), 2026 07 pinetina cappuccini e 2026 05 verde pubblico trani.